Su Canottaggio Magazine intervista di Luigi Mancini ad Andrea Vitale, candidato Consigliere Federale FIC

“Il canottaggio italiano ha radici importanti, che hanno fatto la storia di questo sport a livello mondiale. Il nostro progetto, oggi, è quello di ripartire dalle gloriose esperienze del passato per lanciare il mondo remiero verso il futuro”.

Da Nord a Sud Canottaggio Magazine continua a dare voce ai candidati consiglieri che appoggiano il candidato alla presidenza F.I.C. Giuseppe Abbagnale in occasioni delle elezioni per il rinnovo della cariche federali che si terranno il prossimo 18 novembre. Oggi è la volta di un dirigente sportivo che, in virtù dell’impegno profuso, è stato insignito, dalla Federazione Italiana Canottaggio, dell’onorificenza di Cavaliere delle Acque e dirigente dell’anno 2007. Parliamo di Andrea Vitale. D’origine palermitana, Vitale è da anni uno dei cardini delle attività remiere siciliane. Ha contribuito ad esaltare, con esperienza e dedizione, il canottaggio regionale.

“Il canottaggio da noi si fa in maniera molto seria” ci dice subito, ed effettivamente la sua guida è stata per anni all’attenzione del mondo remiero italiano. Oggi Vitale è Presidente del Club Canottieri “Roggero di Lauria” di Palermo, uno dei più prestigiosi Club di canottaggio e vela: “Avevo fatto una certa resistenza alla candidatura” ci confessa “volevo occuparmi solo della mia società. Ciò che mi ha convinto a farmi avanti è stata la richiesta da parte di molti amici, della Sicilia e non, che volevano tornassi assieme a quel gruppo che si era candidato alle scorse elezioni: Crozzoli, Scifoni, Tizzano ecc. Un gruppo che già allora mi pareva valido per poter portare avanti un lavoro importante”. Un gruppo che però non ebbe la sua occasione. Ma dire se quel gruppo avrebbe potuto lavorare meglio di quello che poi prese l’incarico è cosa praticamente impossibile.

Lo stesso Vitale ci dice: “Parto da un principio, chi ha lavorato merita di essere ringraziato per quello che ha fatto e penso che se sono stati commessi degli errori, quegli errori sono stati fatti in buona fede. L’operato dell’attuale dirigenza ha i suoi meriti e le sue macchie. Indubbiamente sono state fatte delle cose buone, altrimenti ci sarebbe stata una sfiducia nell’arco del quadriennio. Questo non è avvenuto. A mio giudizio però, nel complesso, siamo andati un po’ indietro rispetto a dove eravamo arrivati. Che i risultati non siano stati meravigliosi è sotto gli occhi di tutti. Personalmente non sono contro nessuno, ritengo invece che se si arrivasse ad una condizione di totale armonia, le cose potrebbero andare anche meglio”.

Sono state molte le ragioni che hanno indotto Vitale a schierarsi con la cordata di Giuseppe Abbagnale: “Ritengo che Giuseppe Abbagnale abbia la competenza, la professionalità, l’esperienza e, soprattutto, l’entusiasmo per dirigere una squadra che si presenta ricca di dirigenti federali. Tutti di comprovata abilità, tutti forti di diffusi consensi rispetto ai propri operati. Ritengo che le potenzialità di questa squadra, armonizzate da una guida importante, possano offrire una possibilità impedibile al canottaggio azzurro”.

Durante la campagna elettorale, come è prassi, sono state messe in giro diverse dicerie, una delle quali vorrebbe che la vittoria di Giuseppe Abbagnale finisse con creare una condizione discriminante per le società del nord. Andrea Vitale è di tutt’altro avviso: “Nord, Sud…personalmente queste cose non le ho mai guardate. Non è giusto penalizzare nessuno per la locazione geografica. Credo che tutte le società debbano avere le opportunità che meritano e la federazione deve curare in egual misura tutte le società, perché tutte possono offrire un importante contributo se messe nelle condizioni di lavorare al meglio. Il vertice può essere solido se poggia su una base robusta”.

Il momento del canottaggio italiano non è facile. Distanti anni luce sembrano i tempi in cui il remo azzurro faceva tremare il mondo. Oggi è necessaria una ripartenza che permetta di gettare le basi per tornare ad essere grandi. Ma da dove ripartire? “Ritengo che si debba puntare ad un graduale miglioramento dello stato delle cose. Ci sono degli ambiti che debbono essere curati maggiormente: il rapporto con le scuole, il settore femminile, i diversamente abili. Abbiamo un candidato presidente che ha un’esperienza inavvicinabile. E’ il massimo che si poteva pensare di avere. E’ la bandiera del canottaggio. Se di fianco a lui poniamo le esperienze remiere dei vari territori italiani, da Nord a Sud, modulate da una dirigenza abile ed operando un decentramento valido, allora si può pensare di concretizzare un programma che punti a migliorare in maniera importante il canottaggio italiano”.

 

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